Forte scossa tra Calabria e Sicilia: magnitudo 5.7, epicentro nel vulcano Marsili.

By | 29 ottobre 2016




Paura al Sud Italia per una scossa di terremoto di magnitudo 5.7 che alle 22:02 di stasera ha colpito il basso Tirreno, tra Napoli e Palermo, a pochi chilometri dal vulcano Marsili, il “mostro” sommerso nel cuore del Mediterraneo. La scossa è stata molto profonda, con un ipocentro di 474km, quindi non ha provocato nessun danno. Ma le onde sismiche si sono comunque propagate in superficie, tanto che in Calabria tanti hanno avvertito il movimento sismico. Esattamente 10 anni fa, il 26 ottobre 2006, si era verificata una scossa analoga, di magnitudo 5.6 a 280km di profondità, tra Tropea e lo Stromboli.

Perchè si verificano i terremoti a grandi profondità del Tirreno meridionale




Ogni qualvolta un terremoto si verifichi a ridosso dell’ormai noto vulcano Marsili, in tanti si chiedono se la causa possa essere dovuta proprio ad un suo eventuale risveglio. In realtà si tratta dei terremoti al di sotto della crosta terrestre spiegati dalla tettonica a placche, che grazie alla spiegazione della dott. sa Lucia Margheriti, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, possiamo ampiamente spiegare. In queste aree si verificano generalmente eventi tellurici compresi tra i 100 e i 500 chilometri che non si verificano in altre zone d’Italia. In alcuni casi questi terremoti hanno magnitudo anche rilevante. Negli ultimi 5 anni ce ne sono stati due di magnitudo superiore a 5, e in passato, precisamente nel 1938, ce n’è stato uno addirittura di magnitudo 7,1, uno dei più forti registrati nell’area italiana. Come si distribuiscono gli ipocentri in profondità? Osservando in sezione, si nota un volume sismogenetico. Gli ipocentri in profondità non sono sparpagliati, ma si addensano formando una linea che viene chiamata piano di Wadati-Benioff, che definisce un piano inclinato dove la litosfera oceanica sprofonda sotto la litosfera continentale. Il nome deriva dagli scopritori, Hugo Benioff, del California Institute of Technology, e Kiyoo Wadati, dell’Agenzia Meteorologica Giapponese, due sismologi che riuscirono a identificare questi eventi prima ancora della teoria della tettonica a placche. Se osservassimo la sismicità a scala globale, osserveremmo che i terremoti non si distribuiscono su tutta la superficie terrestre, ma si limitano ad alcune zone: i margini delle placche litosferiche. I terremoti molto profondi a loro volta, si distribuiscono solo in alcune di queste aree, in particolare intorno alla placca Pacifica, dove si scontra con le placche circostanti.

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