COSA SIGNIFICA ESSERE “NORMALI”?

By | 28 febbraio 2016

La gente considera normale tutto ciò che vede riflesso di se stessa nella società che la circonda.

Per la massa conformista delle persone perbene, essere normali significa sostanzialmente vivere come tutti gli altri, mangiare le stesse cose, fare le stesse cose, pensare le stesse cose, infine essere dei fieri patriottici che però non conoscono nulla della loro storia.


La normalità è un orrore, è una piaga sociale che rende irrimediabilmente stupide le persone.

Di Daniele Reale – laschiavitudellavoro.blogspot.com

Bisogna avere paura della normalità perché è una trappola che fa a mille pezzi la tua originalità, ti rende estraneo a te stesso, trasformandoti in un’insignificante copia di uno stereotipo che vaga nel mondo senza scopo alcuno.

Diventare normali è una condizione terribile, perché nel momento in cui decidi di essere una persona normale, perdi la tua anima, diventi un miserabile contenitore vuoto che non ha più il potere di scegliere.




Definirsi persone normali è ancora peggio, perché equivale a sopprimere volontariamente le proprie potenzialità in quanto essere umano, come un cerchio che aspira a diventare una banale linea retta.

Tutte queste persone che tornano dal lavoro e abbandonano il proprio corpo sul divano e consegnano la propria mente alla tv, che mangiano alla stessa ora e si addormentano alla stessa ora, che acquistano prodotti surgelati per non perdere tempo, senza accorgersi che è una vita che continuano a perdere tutto il loro tempo.

Che scopo ha tutto questo?
 
Che senso ha la vita quando si segue ossessivamente lo stesso copione ogni giorno? 
 
Quando vivi i tuoi giorni come 
un disco incantato?

Tutte queste persone che si atteggiano da persone per bene e continuano a considerarsi normali, e non si vogliono rendere conto che ogni loro piccola scelta è stata condizionata, che credono in una religione solo perché ci credevano anche i loro genitori, che considerano un cibo sano e buono perché glielo ha detto la pubblicità, che considerano lo straniero un nemico, solo perché glielo ha detto la società, che passano quel poco tempo libero che gli è concesso all’interno di negozi, bar e supermercati, prova del fatto che il sistema li ha ormai così irrimediabilmente condizionati, da far preferir loro le strutture artificiali alla natura, che ricordo, è totalmente gratuita, ma la natura si sa, per l’uomo moderno è considerata ancora selvaggia e priva di valore, l’uomo cammina su di essa e subito pensa:

“Ho! Che bel parcheggio ci starebbe qua!”. 


Pochi sono coloro che ancora hanno a cuore la natura e quei pochi sono considerati dalla società, persone diverse, strambe o matte.

La domenica tutta questa gente perbene si riversa in Chiesa per togliersi di dosso i propri peccati e i propri sensi di colpa, allo stesso modo di quando portano la loro macchina all’auto lavaggio, credono basti questo perpulirsi la coscienza, due preghiere e un po’ d’acqua santa, mentre fuori il mondo piange per i loro peccati.


La follia più grande oggi è l’aspirazione degli individui a diventare persone normali che seguono le stesse mode, che indossano le stesse cose, che s’incontrano negli stessi locali, che quando incontrano per strada una donna in minigonna, subito pensano “che puttana”, poi una volta a casa si ammazzano di seghe davanti ad un filmino porno.

Le persone normali si distinguono dagli individui pensanti perché si conformano al pensiero dominante, se domani un cretino deciderà che indossare le mutande sopra ai pantaloni fa figo, tutti ne seguiranno immediatamente l’esempio, se ne deduce che le persone normali sono un branco di pecore assetate d’obbedienza e di conformismo, ignorano la ribellione e qualsiasi pensiero che vada oltre la banalità dominante, alle persone normali risulta impensabile cambiare le cose, per loro va tutto bene cosi com’è.

Un lavoro, uno stipendio, uno sputo di libertà l’anno da passare in una spiaggia sovraffollata al mare, una bandiera che faccia sentire loro parte di un recinto immaginario tracciato su una carta geografica, un po’ d’alcool e po’ di tabacco per tenere a freno i loro nervi nei momenti di maggior tensione e loro sono felici, questa è ciò che le persone comuni chiamano vita.

La lotta alla corruzione, la tutela del proprio pianeta, lo spreco del cibo, l’inquinamento,sono tutti argomenti che annoiano lo schiavo moderno, che non chiede altro di essere lasciato in pace, a lui basta cambiare cellulare una volta l’anno per restare al passo con i suoi coetanei, permettersi vestiti firmati e uscire a divertirsi nel weekend, povero scemo, lo schiavo moderno non si rende conto che se contribuisse a realizzare una società migliorenon avrebbe più bisogno dei weekend per evadere, perché tutto sarebbe più facile.

Vivere una vita normale è una sconfitta totale 
e presto o tardi tutti se ne accorgeranno 

Dobbiamo renderci conto che noi consideriamo normale questo stile di vita semplicemente perché siamo nati all’interno di questo concetto sociale, che non ha mai saputo, né voluto proporci alternativa migliore.

Oggi gli uomini non muoiono più sazi di vivere,
 ma stanchi di starsene al mondo.
 
Daniele Reale
Questo testo è stato tratto dal mio libro ancora in fase di stesura: “Di riposo non è mai morto nessuno”, libro che molto probabilmente non vedrà mai la luce di una stampa, visto l’insuccesso dei miei primi due libri.
Continuerò comunque a pubblicare qui altri capitoli di questo libro.